Aston Martin ha ridotto in modo netto il divario dalla vetta nelle ultime due qualifiche. Fernando Alonso ha indicato un ritardo di circa 1,3 secondi a Zandvoort, contro una media vicina ai quattro secondi registrata poche gare prima.
Il confronto cronometrico fra Spa e Zandvoort rende il progresso ancora più concreto. In Belgio Alonso aveva chiuso il Q1 a 4,137 secondi da Lando Norris; nei Paesi Bassi il distacco da Oscar Piastri è stato di 1,050 secondi. La differenza è di 3,087 secondi, anche se Spa è un circuito più lungo e tende ad amplificare i margini.
Il risultato arriva dopo gli aggiornamenti al telaio introdotti in Ungheria e il debutto della nuova specifica Honda a Zandvoort. Adrian Newey ha confermato che entrambi i piloti percepiscono passi avanti significativi nel comportamento del telaio e nell'aerodinamica.
Il recupero non ha ancora portato Aston Martin nel gruppo di testa. Alonso ha mancato il Q2 per 98 millesimi e partirà diciottesimo, davanti al compagno Lance Stroll. La squadra individua nella guidabilità il principale limite ancora da correggere.
I numeri non dimostrano una parità raggiunta, ma indicano che il nuovo pacchetto ha cambiato la traiettoria tecnica della AMR26. La gara servirà a capire se il miglioramento sul giro singolo può tradursi anche in passo e gestione dell'energia sulla distanza.




