La Formula 1 ha registrato 764 milioni di dollari di ricavi nel secondo trimestre del 2026, il 38% in meno rispetto agli 1,226 miliardi dello stesso periodo del 2025. Il dato diffuso da Liberty Media va però letto insieme al calendario: tra aprile e giugno si sono disputate cinque gare, contro le nove considerate un anno fa.
La diversa distribuzione degli appuntamenti ha ridotto la quota di ricavi stagionali riconosciuta nel trimestre. Anche i diritti televisivi, i contributi degli organizzatori e le sponsorizzazioni risultano quindi più bassi nel confronto annuale, mentre il risultato operativo è sceso da 293 a 73 milioni di dollari. L'Adjusted OIBDA è passato da 361 a 139 milioni, con un calo del 61%.
La contrazione non riguarda soltanto le entrate. I pagamenti alle squadre contabilizzati nel trimestre sono diminuiti da 513 a 316 milioni di dollari, sempre per effetto del minor numero di gare. Nella prima metà dell'anno i ricavi della Formula 1 ammontano invece a 1,381 miliardi, il 15% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, con otto gare contro undici.
Liberty Media segnala che gli aumenti contrattuali e i nuovi sponsor hanno compensato in parte l'effetto del calendario. Sono cresciuti inoltre gli abbonamenti F1 TV, le attività di licensing e l'ospitalità negli eventi già presenti nel campionato. I ricavi del 2025 beneficiavano anche dell'effetto una tantum legato all'uscita del film sulla Formula 1.
Il quadro ufficiale descrive quindi soprattutto uno spostamento temporale dei ricavi, non una misura diretta del consenso verso il campionato. La stessa Liberty ha aggiornato l'ipotesi di calendario a 23 gare dopo il trasferimento del Gran Premio del Bahrain in Malesia, mentre l'Arabia Saudita resta l'unico appuntamento in meno rispetto alle 24 prove del 2025.




