Isack Hadjar ha descritto come uno shock il passaggio dalla Racing Bulls alla Red Bull. Il pilota francese ne ha parlato in una nuova puntata del podcast ufficiale Talking Bull, pubblicata l'8 agosto alle 13:30:38 Europe/Rome e ripresa nello stesso pomeriggio da Motorsport.com.
La differenza indicata da Hadjar riguarda prima di tutto l'ambiente di lavoro. La Racing Bulls conserva un'impronta italiana che il pilota associa a una famiglia; la Red Bull è invece una struttura britannica più ampia, con abitudini e dinamiche diverse. Il cambio di cultura è stato quindi più evidente del cambio di strumenti o procedure.
L'inserimento tecnico non è partito da zero. Hadjar fa parte del programma junior Red Bull dal 2021 e, prima della promozione, aveva già lavorato con la squadra attraverso prove libere e test. Conosceva inoltre l'ingegnere Richard Wood, elemento che ha reso più naturale il passaggio operativo.
Il nuovo ruolo lo porta anche a condividere la squadra con Max Verstappen. Hadjar ha spiegato di essere orgoglioso di questa opportunità e di considerarla meritata, pur riconoscendo quanto sia speciale correre accanto a un pilota che rappresenta da anni il riferimento interno della Red Bull.
Le sue parole non descrivono una crisi né un problema tecnico della squadra. Mostrano piuttosto quanto l'adattamento di un pilota dipenda anche dal linguaggio, dai rapporti e dalle consuetudini di un'organizzazione. L'esperienza accumulata nel vivaio ha limitato l'impatto del cambiamento senza cancellare la differenza culturale.
La dichiarazione non annuncia decisioni sportive o modifiche alla formazione. Offre però un'indicazione concreta sul percorso di integrazione di Hadjar nella stagione 2026: il salto è stato importante sul piano umano, mentre la preparazione costruita negli anni ha fornito continuità sul piano tecnico.




