Il debutto della power unit Honda Spec 2 a Zandvoort è stato condizionato da un problema che non riguardava direttamente il motore. Fernando Alonso ha chiuso la qualifica Sprint all'ultimo posto, mentre Lance Stroll si è fermato in diciannovesima posizione.
Sulla monoposto di Alonso l'ala posteriore mobile non si è attivata sui rettilinei ed è rimasta nella configurazione utilizzata in curva. L'aumento della resistenza aerodinamica ha prodotto un deficit di circa 20 km/h rispetto al miglior giro delle prove libere: all'apice di curva 1 il ritardo accumulato era già di 2,3 secondi. Altri due decimi sono stati persi tra curva 10 e curva 11.
Il guasto ha avuto anche un secondo effetto. Con l'ala chiusa la vettura ha generato più carico sul posteriore e ha consumato più rapidamente l'energia della batteria. Le forti vibrazioni segnalate da Alonso potrebbero quindi essere state provocate dal fondo che toccava l'asfalto, mentre nelle prove libere non erano emersi problemi analoghi dalla power unit Honda.
La nuova specifica richiede comunque altro lavoro sulla guidabilità. In frenata Alonso ha avvertito la vettura continuare a spingere, una risposta che rende più difficile rallentare e che ha contribuito al bloccaggio della prima tornata in SQ1. Il comportamento dipende dalla calibrazione dei controlli e dalla gestione dell'energia nelle fasi di ingresso curva.
Honda analizzerà i dati a Sakura e svolgerà prove al banco per ottimizzare i parametri già durante il resto del weekend. Alonso ha percepito un passo avanti nelle prove libere, ma ha definito ancora immaturi alcuni controlli. Il formato Sprint concede poco tempo per completare una messa a punto che, in un fine settimana tradizionale, avrebbe avuto altre due sessioni di prove.




