PERCHÉ È IMPORTANTELa forte decelerazione di Leclerc nasce dalla differenza di velocità e dalla difesa laterale di Hamilton, non da una frenata deliberata del britannico.

Il duello tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc nell'ultimo giro del Gran Premio d'Olanda ha alimentato sui social l'ipotesi di un brake-test del britannico. Le immagini mostrano Leclerc avvicinarsi rapidamente alla Ferrari numero 44 tra curva 6 e curva 7, prima di frenare con decisione.

L'analisi della telemetria esclude però una frenata deliberata di Hamilton davanti al compagno. Il sette volte campione del mondo aveva poca energia residua dopo i tentativi di attacco a George Russell e stava raccogliendola per preparare un'ultima offensiva prima del traguardo.

Leclerc adottava la strategia opposta: ha scaricato l'energia disponibile in uscita da curva 3 e ha raggiunto i 304 km/h in avvicinamento a curva 7, contro i 290 km/h di Hamilton. Il divario di 14 km/h lo ha costretto a frenare e a scalare due marce quando il compagno ha coperto la traiettoria.

La velocità di Hamilton era molto simile a quella del suo giro di riferimento. I dati descrivono quindi una normale difesa laterale, non un brake-test. La manovra può avere irritato Leclerc, che dopo il traguardo ha affiancato il compagno e scosso la testa, ma non emergono scorrettezze dalla ricostruzione tecnica.

L'episodio resta distinto dalle discussioni già note sugli ordini di scuderia e sulle soste. Qui il fatto centrale è la verifica di una specifica manovra dell'ultimo giro e la conclusione che il forte rallentamento di Leclerc dipendeva dalla differenza di energia e velocità tra le due Ferrari.

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