Riccardo Patrese non è d'accordo con il modo in cui la Ferrari racconta i propri weekend. Gli hanno chiesto dei messaggi disallineati tra Lewis Hamilton e Frederic Vasseur nei dopogara, e l'ex pilota ha risposto che, se fosse lui il team principal, domanderebbe ai piloti di tenere sempre lontano dagli occhi del pubblico quello che nella squadra non va.

Per Patrese mettere in piazza i problemi non fa una buona impressione. Se fosse un team principal, ha spiegato, la prima cosa che consiglierebbe ai suoi piloti sarebbe di tenere per sé tutto ciò che non piace all'interno della squadra e di discuterne in una stanza, tra di loro, non in pubblico.

Dice di aver seguito questa linea per tutta la carriera. Ha raccontato che anche quando la macchina non andava bene non l'ha mai detto, a costo di sembrare stupido, e che non ha mai reso pubblici i problemi che la squadra aveva al suo interno, perché così non si fa una bella figura.

Tra Malesia e Singapore gli errori tattici sono arrivati da entrambe le parti e hanno fatto emergere le frizioni. Nel primo dei due weekend è stato il muretto a sbagliare la scelta delle slick; nel secondo è stato Hamilton a non fermarsi per il cambio gomme quando era in vigore la Virtual Safety Car. A ingigantire la tensione avrebbe contribuito, con ogni probabilità, anche un po' di sfortuna.

Quello di Patrese resta un giudizio personale, non una posizione della Ferrari, e divide tra chi apprezza la sincerità dei piloti e chi preferisce lavare i panni sporchi in casa. Ad Austin, sede del Gran Premio degli Stati Uniti, la SF-26 riceverà l'ultimo grande pacchetto di aggiornamenti, con cui il suo sviluppo arriva a compimento.

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