Alex Albon non fa un passo indietro. Nel media day di giovedì 29 ottobre a Città del Messico Fernando Alonso ha ribadito le sue critiche ai piloti dell'ultimo terzo della griglia, e il pilota Williams ha replicato senza giri di parole: «Non sono d'accordo. È semplicemente così. Penso che il livello sia alto in tutta la griglia».

Tutto nasce dal primo giro di Austin, quando la Williams di Albon ha colpito il lato sinistro dell'Aston Martin dello spagnolo, compromettendone l'aerodinamica. Con i danni riportati, nessuno dei due è riuscito ad andare a punti. Al termine della corsa Alonso aveva bollato come molto bassi gli standard di guida nella parte meno competitiva del centro gruppo, mentre Albon, sulle prime, aveva scelto di non dare peso a quelle parole.

Lo spagnolo, però, non ha cambiato idea. Ha spiegato di non riferirsi a un numero preciso di piloti, ma di pensare che tutti sappiano di chi si parla e chi si è sentito colpito da quel commento, e questo, secondo lui, dice tutto. Su Austin ha ripetuto che quello di Albon è stato un errore non necessario e che fatica ancora a capire quale opportunità il pilota Williams avesse visto in quel momento. E non si tratta solo di quell'episodio: per tutta la stagione si è trovato in quella zona della corsa, e dalla vettura vede certe cose.

Alonso ha riconosciuto che con meno grip gli errori arrivano più spesso, perché la macchina non ti accoglie nel modo giusto. Per lui, però, gli incidenti del primo giro, i contatti e le ali anteriori che volano non sono necessari, soprattutto quando dietro si lotta per niente.

Albon ha aperto la sua replica con parole di stima: ha un enorme rispetto per Alonso, lo considera un grande pilota e da bambino lo ha preso come modello, per questo non è piacevole sentire certi commenti da qualcuno che hai ammirato e con cui corri. Sulla manovra resta della sua idea: per lui è stata una bella battaglia, durata tutta la gara, e anche il contatto è stato molto 50-50 per la posizione delle vetture in pista, con una responsabilità di entrambi e non soltanto sua. Le dichiarazioni del dopo gara, ha osservato, nascono sempre un po' a caldo e si possono prendere con le pinze.

Il thailandese ha poi allargato il discorso. Secondo Albon la griglia è la più forte da un po' di tempo, e 10-15 anni fa la seconda metà dello schieramento non era come quella di oggi: non ci sono più piloti paganti. La sua speranza è che le loro strade non si incrocino di nuovo nella gara di questo fine settimana.

Altri piloti del centro gruppo si sono schierati con lui. Pierre Gasly ha scherzato di essere contento di stare nella prima metà della griglia, e quindi di aver superato il taglio. Il francese dell'Alpine ha detto di avere grande rispetto per Alonso, che però si fa sentire molto, e di non aver visto la sua gara: non sa bene a cosa si riferisse. Per lui il livello attuale è probabilmente uno dei più alti, e al suo arrivo aveva visto approcci di guida più selvaggi di quelli di oggi.

Per Oliver Bearman quella di Alonso è una conclusione un po' dura. Il pilota Haas, d'accordo con Gasly sul livello molto alto, ha spiegato che con i distacchi di quest'anno a volte bisogna essere molto opportunisti, e che questo può finire in un disastro, come è successo a lui proprio in un contatto con Gasly. Non è una questione di qualità, ha detto, ma di dare il massimo e provare a far succedere qualcosa, cosa molto difficile quando i primi otto posti sono quasi tutti occupati dai quattro team di vertice.

Anche altri hanno detto la loro. Charles Leclerc ha definito Albon eccezionale e il livello altissimo, davanti, in mezzo e dietro: cambia solo la macchina. Carlos Sainz, compagno di squadra di Albon, ha giudicato dure le critiche e ha indicato ragioni tecniche: in fondo al gruppo ci sono molta più aria sporca, più effetto fisarmonica e più ingressi in curva a tre o quattro affiancati. Sergio Perez pensa che scambiando le vetture con chi sta davanti i risultati sarebbero molto simili: in Formula 1, ha spiegato, si vale quanto la propria macchina e la propria squadra.

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