Per la prima volta Kimi Antonelli ammette che il peso del titolo si fa sentire. Il pilota Mercedes, 20 anni, scatterà dalla quarta posizione nel Gran Premio del Messico e gli basta un nono posto per diventare il più giovane campione del mondo, anche se a vincere dovesse essere il compagno di squadra George Russell, che parte secondo. Sulla carta lo scenario è semplice, ma dopo la qualifica il ventenne non ha nascosto la tensione.
Gli hanno chiesto come avrebbe dormito, sapendo che cosa lo aspetta. La risposta è stata sincera: «Sono decisamente un po' più teso del solito». Antonelli ha spiegato che il weekend non è stato il più semplice e che non si sente ancora al cento per cento, ma che il pensiero di ciò che potrebbe succedere c'è. Non si sente rilassato, ha ammesso, però proverà a dormire bene e poi a concentrarsi sulla gara.
Il quarto posto in griglia arriva grazie a una penalità altrui. Nelle seconde libere Max Verstappen è stato protagonista di un episodio in pista con Liam Lawson della Racing Bulls e per questo il quattro volte campione del mondo sconta una posizione: così Antonelli, quinto più veloce all'Autódromo Hermanos Rodríguez, sale di una casella. Davanti a tutti scatta la Ferrari di Lewis Hamilton, che per il sette volte iridato vale la prima pole da oltre tre anni. Accanto a lui c'è Russell, mentre Charles Leclerc con l'altra SF-26 completa il terzetto di testa.
Antonelli non ha cercato scuse per la sua qualifica. In Q3 ha faticato a trovare un buon feeling con le gomme e non ha avuto la massima fiducia. «Ero un po' teso, non voglio mentire», ha aggiunto, definendo il giro povero, con molti errori qua e là. Nel complesso, però, resta quarto, ha concluso, e c'è ancora molto in palio.



