Prima di prepararsi per il via del Gran Premio degli Stati Uniti, Kimi Antonelli è entrato quasi di nascosto nell'ufficio di Toto Wolff per dirgli una cosa sola: non sentiva nessuna tensione per il titolo e il campionato non gli passava per la testa. Poi ad Austin ha vinto partendo dalla pole, e adesso è a un passo dal diventare il più giovane campione del mondo della storia della Formula 1.

A raccontare il retroscena è stato proprio il team principal della Mercedes. Secondo Wolff, il ventenne gli ha detto che voleva soltanto godersi il momento e che era strano non pensare affatto al campionato, chiedendogli se non fosse buffo. Per Wolff, Antonelli sta vivendo una specie di missione di scoperta, anche per quello che prova a livello emotivo. In pista, ha aggiunto, è stato eccezionale dall'inizio alla fine.

La sua partenza è stata eccellente, e alla prima curva era ancora lui davanti a tutti. Nei 56 giri ha commesso un solo errore di track limits, con un bloccaggio alla curva 12 al giro 37. È la sua prima vittoria dal Gran Premio di Spagna.

Per chiudere i conti già ad Austin, Antonelli avrebbe dovuto vincere con George Russell nono o più indietro e Lewis Hamilton quinto o più indietro. Hamilton però ha chiuso quarto e Russell ottavo: tutti e due restano in corsa per una sola posizione. Il titolo non è ancora matematico e il verdetto può arrivare in Messico, dove ad Antonelli basterà il nono posto se a vincere sarà il compagno di squadra Russell, o il decimo se a imporsi sarà Hamilton.

La gara si è decisa anche al muretto. Verstappen, secondo nelle prime fasi, si è fermato presto per passare a una strategia a due soste, e anche gli altri piloti che lottavano con Antonelli hanno scelto di fermarsi due volte, mentre la Mercedes è rimasta sulla sosta unica. Fermarsi in quel momento avrebbe significato rientrare dietro l'olandese, ma con le medie Antonelli, almeno in teoria, poteva allungare il primo stint. Dopo il cambio gomme è tornato in pista quarto, dietro Verstappen, Hadjar e Leclerc; con le dure è stato il più veloce in pista e al giro 30 ha ripreso la testa superando Leclerc alla curva 12, con gomme molto più fresche. Il ferrarista, poi secondo dopo aver passato Verstappen, ha detto che la sosta unica scelta da Antonelli non era nei piani della sua squadra.

Wolff ha detto che la strategia ha fatto davvero un buon lavoro. Con la squadra aveva discusso la possibilità che Verstappen li battesse con l'undercut, ma avevano tenuto ferma la decisione, perché la sosta unica sembrava la strategia più veloce; anche le dure di Norris andavano molto bene, e questo li ha convinti a restare sulla loro linea. Il team principal ha ammesso che non voler reagire alle scelte degli altri e fidarsi dei dati era una decisione che metteva un po' di paura. Il calcolo però ha retto: in teoria la sosta unica valeva otto secondi, alla fine qualcosa in più.

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