Nel mirino non sono finiti solo altri piloti. Una parte dei sostenitori di Franco Colapinto ha preso di mira anche i meccanici e gli ingegneri Alpine che lavorano ogni giorno con lui. Ad Austin, nel weekend del Gran Premio degli Stati Uniti, il 23enne argentino ha spiegato così la scelta di pubblicare sui suoi canali social, dopo Singapore, un video in cui chiedeva ai tifosi di fermare gli attacchi contro altre persone del paddock.
«Sono persone del mio team che vogliono che io faccia bene e mi aiutano a rendere al meglio», ha raccontato Colapinto. Ha aggiunto che vederle ricevere quel tipo di messaggi, lavorandoci insieme tutti i giorni, gli fa male. Alla domanda se gli insulti arrivassero anche online, ha risposto di non avere i loro telefoni, ma che per quanto ha capito hanno ricevuto messaggi e commenti: per lui si è superato il limite. Nel concreto, a finire sotto attacco sono anche i meccanici che mettono mano alla sua vettura, per esempio sistemando l'ala anteriore tra una fase e l'altra delle qualifiche, e che poi vengono indicati a torto come colpevoli di una sessione andata male.
Il pilota ha detto di amare questo sport e di essere molto grato a tutti i tifosi che lo sostengono, ma secondo lui in ogni sport e in ogni tifoseria esiste un lato cattivo, quello dell'odio, fatto di commenti che non aiutano gli atleti a dare il meglio. Ultimamente, ha spiegato, alcuni limiti sono stati oltrepassati. Ne parla probabilmente da una decina di gare e il video era probabilmente l'ultima cosa che poteva fare: pensa che sia servito.
Nel corso della stagione Alpine è dovuta intervenire più volte sul comportamento di una parte dei tifosi del suo pilota: ad aprile con una lettera aperta dopo gli episodi in Cina e in Giappone che avevano coinvolto Colapinto, poi con una nuova condanna dopo il Gran Premio dell'Azerbaigian di settembre. Anche in quel caso, dopo l'incidente con Norris e Gasly, si era alzata un'altra ondata di messaggi ostili.
Colapinto ha ricordato che anche Max Verstappen si è espresso sul tema. L'olandese aveva condannato gli abusi online dopo la sua gara nel GT World Challenge Europe Endurance Cup a Portimao, dove il compagno di squadra Chris Lulham era stato attaccato in seguito a un contatto in pista costato un drive-through. Per Colapinto succede spesso: è un problema dello sport di oggi e di tanti altri ambiti, dai musicisti agli attori, ovunque.
A lui personalmente gli insulti non fanno troppo male, ha spiegato, perché non guarda molto quei commenti e non dà loro troppa importanza; per altri invece pesano, ed è per questo che serve attenzione. Colapinto ha detto di non voler parlare troppo dell'argomento e di voler smettere di affrontarlo ogni weekend, per concentrarsi sulle corse. La sua speranza è che il video migliori almeno un po' la situazione.




