Per Max Verstappen, ad Austin non basta più rattoppare l'asfalto. Nel media day del 22 ottobre, in vista del Gran Premio degli Stati Uniti, il pilota Red Bull ha attaccato le condizioni del Circuit of the Americas senza giri di parole: «Per me, le buche che ci sono sono inaccettabili».

Il nodo, secondo l'olandese, sta sotto la pista. Verstappen ha spiegato che si può usare la scusa del terreno, ma allora lo si sarebbe dovuto sapere, e bisogna assicurarsi di rinforzarlo di più. Le levigature fatte un po' qua e un po' là nel corso del tempo, a suo dire, sono soltanto un cerotto messo su un grande problema, quello che arriva da sotto, ed è proprio quello che andrebbe affrontato per primo.

La soluzione che indica è radicale: aprire completamente il tracciato. Il quattro volte campione del mondo riconosce che costerebbe molto denaro e tempo, ma ha detto di considerarlo onestamente l'unico modo per liberarsi delle buche, perché non sono naturali e sono fuori controllo. Una critica che non nasce da antipatia per il posto: Verstappen ha ribadito di amare questa pista, che considera uno dei migliori disegni di sempre, e Austin tra le sedi e le città migliori del calendario.

Il tema lo aveva già sollevato a Singapore, scherzando: dopo il weekend texano, aveva detto, avrebbe probabilmente dovuto ordinare una nuova schiena o diventare come RoboCop. Verstappen aveva seguito la tappa del Mondiale Endurance ad Austin, la Lone Star Le Mans del weekend del 6 settembre, e ha raccontato che la pista gli era sembrata estremamente sconnessa, tanto da non attendere con piacere il ritorno, per la schiena. Ha precisato che non è davvero uno scherzo: lui e gli altri piloti lo segnalano già da anni, e la situazione sta diventando un po' fuori controllo.

All'origine c'è la geologia. Il circuito è stato costruito su un'ex zona paludosa e su un'argilla ad alta plasticità, che si ritira e si gonfia al cambiare delle condizioni meteo: un movimento continuo che rende la superficie molto irregolare, soprattutto nelle staccate più violente. Prima del Gran Premio del 2024 era stato riasfaltato l'intero tracciato, mentre in vista dell'edizione 2026 è stato rifatto di nuovo il tratto tra le curve 9 e 11 e sono stati eseguiti interventi sulle buche tra la 12 e la 19. Già nel 2023 Verstappen aveva definito la superficie non all'altezza della Formula 1, e anche in MotoGP le lamentele sono praticamente annuali.

Le monoposto 2026, secondo Verstappen, potrebbero peggiorare le cose. In curva le altezze da terra sono molto basse e, anche se sul rettilineo la vettura si alza, in frenata si finisce per toccare il fondo più di prima, proprio dove si concentra la maggior parte delle buche. La staccata, ha spiegato, diventa un momento molto stressante: a volte è difficile sapere cosa aspettarsi e, se si esce appena dalla traiettoria, non si sa cosa c'è. Quanto alle buche, il pilota Red Bull si è detto sicuro che nei punti in cui la pista è estremamente sconnessa sarà piuttosto dura trovare i giusti compromessi, e ha ammesso di non sapere come risponderà la loro macchina.

C'è poi il conto fisico. Verstappen ha ricordato che l'anno scorso, a fronte di 5-6 g in curva, aveva subito impatti con carichi verticali oltre i 9 g sulla colonna vertebrale, e che dai controlli la parte bassa della schiena non è messa benissimo, anche per i danni delle vetture degli ultimi anni. Se si continua a considerare accettabile correre così, ha avvertito, se ne soffrirà molto di più. E a chi obietta che esistono sport peggiori per il fisico ha risposto che è proprio per questo che non li pratica.

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