Tra gli aspetti che la FIA potrà studiare con strumenti più avanzati grazie all'accordo con Amazon Web Services c'è quanto carico perde una monoposto quando ne segue un'altra. La Federazione ha annunciato una partnership che amplia il supporto di AWS nell'intelligenza artificiale e nel cloud computing: l'azienda diventa partner ufficiale per intelligenza artificiale, cloud computing, apprendimento automatico e infrastruttura cloud, con un ruolo sia nella definizione delle regole future sia nella gestione delle attività operative.

Il presidente Mohammed Ben Sulayem ha spiegato che la tecnologia sta cambiando ogni parte del motorsport e che la FIA deve guidare questo cambiamento. Portare all'interno della Federazione tecnologie cloud e di intelligenza artificiale di livello mondiale, ha aggiunto, permetterà di semplificare la partecipazione di piloti, ufficiali di gara e volontari e di avvicinarsi all'obiettivo di raddoppiare la partecipazione globale al motorsport. In questa direzione va anche la revisione della piattaforma per le licenze, pensata per alleggerire il lavoro delle autorità sportive nazionali.

Il punto di partenza esiste già. La FIA sfruttava le infrastrutture di AWS, che lavora con la Formula 1 dal 2018, per le simulazioni aerodinamiche, utili a studiare i flussi d'aria senza dover per forza costruire fisicamente modelli da portare in galleria del vento. Ora l'obiettivo è ottenere simulazioni CFD più rapide e fedeli su hardware più recente, in particolare le GPU, con strumenti di intelligenza artificiale sovrapposti ai calcoli e, come ulteriore livello, controlli dello stesso regolamento affidati all'IA. Nella galleria del vento virtuale della Federazione nasceranno così concept car per capire quanto carico si perde in scia e se le regole producono il tipo di corse che la FIA vuole.

Dominic Harlow, vicedirettore tecnico della FIA per la Formula 1, ha descritto un processo CFD tradizionale eseguito sull'hardware AWS con il software open source OpenFOAM. Accanto a questo, ha spiegato, l'intelligenza artificiale potrebbe migliorare la lettura e la gestione dei dati, e la Federazione potrebbe valutare modelli surrogati addestrati sui propri risultati CFD per accorciare le simulazioni, con meno tempo di calcolo e di ingegneria, meno consumo di energia e meno spesa. Una simulazione completa può richiedere ore, mentre un modello di questo tipo prevede il risultato di una nuova forma in secondi o minuti: in questo modo si possono confrontare molte più varianti di una bozza di regolamento, dalle ali alle geometrie del fondo.

Idee e decisioni resteranno nelle mani dei tecnici, con l'IA a supporto delle analisi. Harlow ha spiegato che il lavoro su nuovi concetti aerodinamici per le vetture future è già iniziato, partendo da quanto imparato con le monoposto 2026; quanto alla parte generativa dell'intelligenza artificiale, ha detto di supporre che sia qualcosa che si potrebbe immaginare per il futuro, ma per il momento il lavoro è guidato dalle persone e dagli ingegneri. Per auto e motori completamente nuovi si guarda a una possibile introduzione nel 2030. L'accordo non introduce nuove regole e non garantisce che spariranno le zone grigie.

Harlow ha citato come esempio il porpoising, il fenomeno che all'inizio dell'era delle wing car nel 2022 colse di sorpresa diverse squadre e la stessa FIA. Al posto di una simulazione stazionaria, ha spiegato, se ne può eseguire una in condizioni non stazionarie e, forse, con un fenomeno del genere capire qualcosa in più prima che diventi un problema o che si veda in scala reale.

Gli strumenti saranno applicati anche alle attività tecniche e operative. Il dipartimento performance usa già la computer vision e cruscotti per i dati su sicurezza, gestione dell'energia e verifiche di legalità, mentre il gruppo power unit impiega reti neurali per individuare anomalie, come un calo della pressione dell'olio. Sui limiti della pista la computer vision ha permesso di scremare il 90% delle segnalazioni, con oltre 200 casi registrati nelle prove libere. L'intelligenza artificiale potrebbe inoltre sostenere il centro operativo remoto di Ginevra, che assiste a distanza la direzione gara, anche sui limiti della pista: lì potrebbe fornire un elenco di priorità, lasciando la decisione alle persone, che però deciderebbero in modo più rapido e coerente.

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