La tensione emersa nei team radio di Zandvoort non avrebbe prodotto una frattura nel confronto interno della Ferrari. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il debriefing successivo al Gran Premio d'Olanda si sarebbe svolto in modo tranquillo, nonostante il tono molto duro usato pubblicamente da Lewis Hamilton.

Il bersaglio del sette volte campione del mondo non sarebbe stato Charles Leclerc, ma il muretto. Durante la gara al monegasco non è mai arrivato un ordine immediato di cedere la posizione, mentre Hamilton riteneva di avere perso l'occasione di attaccare George Russell e conquistare il podio.

La strigliata in pubblico, però, non sarebbe stata apprezzata a Maranello. Hamilton ha sottolineato errori e tentennamenti nella gestione delle decisioni cruciali, ma il fine settimana comprendeva anche responsabilità dei piloti, a partire da una qualifica chiusa in terza fila su un circuito nel quale sorpassare resta difficile.

Il quadro tecnico rende il risultato ancora più frustrante. L'analisi del Corriere descrive la SF-26 come una monoposto aerodinamicamente da vertice, capace di generare soluzioni poi riprese dai rivali, ma ancora penalizzata dalla potenza e dall'esecuzione nei momenti decisivi.

Hamilton ha poi corretto pubblicamente i propri toni e ribadito l'orgoglio di correre per la Ferrari. Il passaggio più importante verso Monza sarà capire se il confronto interno resterà uno stimolo operativo o se le occasioni sprecate continueranno ad alimentare nuove tensioni.

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