Lewis Hamilton lascia il Gran Premio del Messico con un secondo posto a otto decimi dalla vittoria e con la convinzione che a costargli il successo sia stato il duello al via con il compagno di squadra Charles Leclerc. Il britannico ora vuole un chiarimento dentro la Ferrari: «Dobbiamo avere dei discorsi seri dietro le quinte».
Hamilton partiva dalla pole a Città del Messico. Con George Russell, scattato dalla prima fila, rallentato già prima della curva 1, dalla terza posizione si è fatto sotto Leclerc. Hamilton ha tenuto la testa nella prima sequenza di curve, ma alla curva 4 il monegasco ha provato a passarlo all'esterno: tutti e due hanno frenato troppo tardi e sono finiti fuori pista. Leclerc è rientrato davanti tagliando la curva 5 sull'erba, mentre Hamilton ha perso velocità e si è fatto passare da Max Verstappen.
I commissari hanno dato a Leclerc 5 secondi di penalità invece dei 10 previsti dalla linea guida. Secondo la decisione, entrambe le vetture erano entrate in curva troppo veloci per restare in pista e Leclerc non aveva diritto a prendersi la curva. Come attenuanti hanno considerato il fatto che anche Hamilton fosse finito fuori pista, all'interno di Leclerc, e che l'episodio fosse avvenuto all'inizio del primo giro.
Quella penalità ha deciso la corsa. Leclerc ha perso il comando a favore di Verstappen al momento della prima sosta: sul cronometro aveva cinque secondi di margine sull'olandese, ma la sua permanenza in corsia box è durata 6,3 secondi più di quella della Red Bull. Anche la ripartenza dopo la bandiera rossa per l'incidente di Valtteri Bottas gli ha riservato un problema, con le gomme spiattellate. Hamilton non è più riuscito a superare la Red Bull: ha vinto Verstappen, con il pilota Ferrari secondo davanti a Kimi Antonelli, campione del mondo di quest'anno.
In gara Hamilton si era sfogato via radio. Secondo lui Leclerc, che aveva aria pulita davanti, avrebbe dovuto semplicemente restituire la posizione, e qualche giro dopo aveva aggiunto che i commissari stavano di fatto regalando la vittoria al compagno. A fine gara si era calmato, ma ha detto di pensare che la Ferrari avesse il passo per vincere e ha ripetuto le sue accuse: «L'anno scorso ho preso 10 secondi di penalità per la stessa manovra che ha fatto lui».
Il riferimento è al 2025, quando Hamilton era stato penalizzato per essere uscito alla curva 4 nel duello con Verstappen ed essere rientrato davanti all'olandese. Il britannico ha ricordato anche che nel briefing dei piloti si era deciso che chi esce di pista alla curva 1 deve restituire la posizione. Leclerc non l'aveva fatto anche perché avrebbe dovuto lasciar passare pure Verstappen.
Leclerc vede le cose in un altro modo. Ha assicurato che ne parleranno, ma ha detto di non sapere se Hamilton fosse davvero così scontento della sua manovra, perché a lui anche la guida del compagno era sembrata molto al limite: forse, secondo il monegasco, Hamilton era più arrabbiato per come è stata gestita tutta la situazione tra curva 4 e 5, penalità compresa. Non c'è stato nessun contatto, sono andati dritti tutti e due e così Verstappen è passato: per questo secondo lui il caso non dovrebbe diventare un argomento così grosso. «Per la curva 5 abbiamo sbagliato entrambi».
Il monegasco ha aggiunto che lui ha pagato con una penalità, se sufficiente o no si può discutere, mentre Hamilton ha pagato perdendo la posizione con Verstappen. Dopo l'episodio ha chiesto alla squadra cosa dovesse fare, ma con Verstappen tra loro due la scelta era complicata e alla fine ha proseguito. Ha concluso che sarà sicuramente un po' un tema di discussione al prossimo briefing.



