Secondo Lewis Hamilton, Mercedes e Red Bull adesso tengono il passo della Ferrari anche in curva, mentre sul dritto la Rossa continua a perdere terreno. Primo nelle FP3 del Gran Premio degli Stati Uniti, il britannico ha chiuso le qualifiche di Austin al quinto posto, a 0.044 da Charles Leclerc, quarto. Il suo giro non è in discussione: la macchina, ha spiegato, gli dava sensazioni davvero buone, il giro era pulito e senza alcun problema, e gli altri sono stati semplicemente più veloci.
Il weekend era cominciato con ben altre premesse. Non è la prima volta nel 2026 che il ritmo mostrato dalla Ferrari in prova non si conferma in qualifica: ad Austin la lotta al vertice se la sono giocata Mercedes e Red Bull, con la pole andata ad Antonelli.
Il punto debole, per Hamilton, è sempre lo stesso. Nel tratto che porta a curva 1, ha raccontato, quando la Ferrari taglia la potenza gli avversari continuano ad allungare, e la situazione è simile in altri punti della pista, come in ingresso a curva 11. Nel resto del giro, invece, crede che siano più o meno allo stesso livello degli avversari, forse simili anche verso curva 12, come si vede dai dati sovrapposti. Il nodo è nella gestione dell'energia: la SF-26 esaurisce prima degli altri la spinta del motore elettrico, mentre le monoposto rivali ne beneficiano ancora, e il margine guadagnato se lo portano dietro fino in fondo al rettilineo. Solo sul lungo rettilineo opposto Hamilton paga circa due decimi rispetto al giro della pole.
Sul telaio, invece, Hamilton pensa che la sua macchina sia molto solida, almeno al livello delle altre se non forse leggermente migliore. La SF-26 è stata a lungo considerata il riferimento della stagione, ma Hamilton ritiene che gli avversari abbiano recuperato: la Red Bull è cresciuta nel carico aerodinamico, mentre la Mercedes, che almeno un paio di gare fa ha introdotto aggiornamenti ai quali attribuisce almeno tre decimi, secondo lui sta iniziando a capire come sfruttarli. Il risultato, nella sua lettura, è che ora entrambe tengono il passo della Ferrari in curva, mentre a Maranello nel corso della stagione non sono riusciti a ridurre il deficit di velocità sul dritto.
Interpellato sulla power unit Red Bull Ford, Hamilton ha ammesso di non aver visto i numeri precisi di questo weekend: in mattinata, ha detto, crede che il distacco fosse nell'ordine dei tre decimi, in alcuni punti tra i tre e i cinque, forse quattro, un dato che ha definito piuttosto impressionante. Con la stessa potenza dei rivali, secondo il britannico, la Ferrari sarebbe lì a lottare con loro e probabilmente in prima fila. Sono stime del pilota, non misurazioni tecniche indipendenti, e Hamilton ha aggiunto che, consapevoli della situazione, cercano di ottenere il massimo da quello che hanno.
Diverso l'umore di Leclerc, molto deluso per non aver estratto il potenziale che sentiva nella vettura. Il monegasco ha spiegato di aver faticato già nel giro di lancio, scivolando parecchio, con gomme fuori dalla finestra ideale in una Q3 più fresca di uno o due gradi, tanto da aver ottenuto un tempo migliore in Q2 che nell'ultima manche.
Per la gara Hamilton invita al realismo. Ad Austin sorpassare è molto difficile, ha ricordato, e anche partendo secondo è complicato battere qualcuno sulla distanza: nel 2012, ha aggiunto, ci volle parecchio per superare Vettel. Forse con la strategia, secondo lui, la Ferrari può risalire, e una buona partenza verso curva 1 può offrire delle occasioni. Si sente ancora ottimista, ha concluso: il quarto e il quinto posto non sono le posizioni ideali, ma lui e gli avversari sono tutti molto vicini.



