Il weekend di Liam Lawson al Gran Premio del Messico si complica ancora. Il neozelandese della Racing Bulls è stato squalificato dalle qualifiche di sabato per un'irregolarità tecnica legata alla MGU-K ed è finito in fondo alla griglia di partenza. Eppure aveva ottenuto un ottimo ottavo tempo, davanti al compagno di squadra Arvid Lindblad.

Lawson aveva già incassato una penalità di una posizione sulla griglia per il contatto con Max Verstappen nelle Prove Libere 2, che lo avrebbe fatto scattare nono. Il caso è nato pochi istanti dopo la fine del miglior giro del Q2: appena superata la linea, la MGU-K non ha rispettato il requisito minimo di potenza, e per questo Lawson è finito davanti ai commissari. Il rapporto del delegato tecnico della FIA precisava che la richiesta di potenza massima del pilota e la potenza elettrica dell'ERS-K erano calate più rapidamente di quanto consentito dal regolamento.

Le prove, accettate da tutte le parti, hanno mostrato che dopo la linea di controllo Lawson non ha alzato subito il piede. Così non è stata rispettata la velocità di riduzione dell'erogazione della MGU-K necessaria per il calo graduale previsto dalle norme. Per la FIA, alla fine del giro lanciato Lawson era rimasto senza energia nella batteria: l'erogazione della MGU-K è venuta meno completamente, passando di colpo da 350 kW a zero.

L'articolo C5.12.6 del regolamento tecnico impone invece una discesa progressiva finché la potenza elettrica dell'ERS-K resta sopra i 100 kW. Il limite è di 50 kW in ogni secondo sui circuiti dove la FIA stabilisce che la distanza percorsa a potenza limitata supera i 3500 metri, e di 100 kW al secondo su tutti gli altri.

Davanti ai commissari sono comparsi i rappresentanti della Racing Bulls, lo stesso Lawson, il direttore sportivo delle monoposto della FIA e i membri del team tecnico federale, compreso il delegato tecnico. La squadra ha sostenuto che l'infrazione non aveva portato alcun vantaggio prestazionale. I commissari hanno preso atto che non c'era alcun vantaggio e che era stata la Racing Bulls a segnalare da sola l'irregolarità.

Non è bastato. Nella loro decisione i commissari hanno spiegato che la mancata conformità al regolamento tecnico non è giustificata dall'assenza di un vantaggio e che una vettura deve rispettare le norme in ogni momento dell'evento. Hanno aggiunto che una moltitudine di precedenti li obbliga, nonostante tutte le circostanze attenuanti, a squalificare una vettura non conforme.

Un colpo duro per la Racing Bulls, che all'Autodromo Hermanos Rodriguez aveva portato entrambe le monoposto in Q3 ed era risultata la migliore dietro i top team, con l'ottavo e il nono tempo. Lawson dovrà rimontare tutto il gruppo. A sorridere è l'Alpine, rivale per il quinto posto nel campionato Costruttori, anche se la Racing Bulls resta comunque avanti di 33 punti.

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