Laurent Mekies chiude la porta ad Aston Martin, ma senza sbatterla. Il team principal Red Bull ha negato che ci siano conversazioni serie per fornire a un'altra squadra le power unit di Red Bull Powertrains. Secondo le voci, la scuderia di Silverstone potrebbe lasciare Honda per il motore Red Bull già dal 2028, dopo una stagione difficile con il costruttore giapponese. Mekies però non ha smentito i contatti con Aston e non ha escluso la fornitura in futuro.

Parlando al Gran Premio degli Stati Uniti, il francese ha ammesso che le prestazioni del motore hanno portato a Red Bull molta pubblicità positiva non cercata, e con essa l'attenzione di molte squadre. Per ora però il discorso è un altro: «Non ci sentiamo pronti», ha spiegato. Il suo no, però, non è definitivo per i prossimi cinque anni, perché «non so cosa succederà» in quell'arco di tempo. Mekies ha aggiunto che nel prossimo anno circa non cambierà nulla.

L'interesse delle altre squadre ha una ragione precisa. Il motore termico Red Bull, nato nella collaborazione con Ford, è stato indicato dalla FIA come riferimento nel programma ADUO, quello delle opportunità aggiuntive di sviluppo e aggiornamento, e ha già portato due vittorie con Max Verstappen.

Il motivo per cui Red Bull non si sente pronta sta nel lavoro ancora da fare. Mekies ha detto che in Red Bull Powertrains sarebbe difficile trovare una sola persona convinta che il motore sia a posto, e che ci sono mille aspetti di guidabilità su cui, a suo dire, sanno di poter fare meglio e sanno che faranno meglio. L'obiettivo, ha spiegato, è migliorare la power unit e la sua integrazione nella macchina e arrivare al livello dei migliori concorrenti, prima di pensare di poter fornire un'altra squadra oltre a Racing Bulls.

I margini di manovra sono stretti: senza i gettoni di sviluppo concessi dall'ADUO, i progressi passano da aggiornamenti software, da una migliore integrazione e da una comprensione più profonda del motore, e proprio in quanto riferimento Red Bull Powertrains non può intervenire sull'hardware in questa fase. Per Mekies, uno dei motivi principali per avere una power unit propria è cercare un vantaggio competitivo dalla sua integrazione con la vettura, ed è proprio a questo che stanno lavorando tutti.

Per Aston Martin, invece, l'annata è stata complicata. Il rendimento della power unit è rimasto un problema per tutta la stagione, la collaborazione con Honda è apparsa sotto pressione e hanno preso a circolare voci su altre soluzioni possibili, Red Bull e Ford comprese. Mike Krack, chief trackside officer del team, ha però ribadito l'impegno con il costruttore giapponese. Ha definito Honda un partner a lungo termine, ricordando che in quel weekend ha corso la sua cinquecentesima gara, e ha detto di pensare che Aston e Honda saranno ancora insieme quando arriverà la prima vittoria.

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