Una stagione difficile si può accettare. Un motorista che non sembra voler risolvere i problemi, invece, no. È con questa distinzione che Adrian Newey replica a Christian Horner, che nella sua autobiografia, Drive, lo descrive pronto a lasciare la Red Bull alle prime difficoltà del 2014, quando sul tavolo c'era un'offerta della Ferrari. Il progettista ha parlato venerdì 23 ottobre ad Austin, nella conferenza stampa del Gran Premio degli Stati Uniti.

«Credo che nel 2014, da progettista del telaio, se il costruttore della power unit ha un'annata negativa, capita, e lo si accetta», ha spiegato Newey. «Se il costruttore della power unit ha un'annata negativa e non sembra avere alcuna intenzione di provare ad affrontare il problema, è tutta un'altra questione, e a quel punto la situazione è piuttosto cupa.» E ha aggiunto: «Ed è la situazione che purtroppo abbiamo affrontato nel 2014.»

Secondo Newey, quella situazione non cambiò davvero fino al passaggio alla Honda nel 2019. «Potete quindi immaginare il mio dolore e la mia frustrazione», ha detto, prima di chiamare in causa l'ex capo del team: «Forse Christian non ha capito fino in fondo.»

Horner e Newey hanno condiviso alla Red Bull 19 anni, chiusi dall'addio del progettista nel 2025, e fra i due cicli vincenti, quello con Sebastian Vettel dal 2010 al 2013 e quello con Max Verstappen dal 2021 al 2024, la squadra dovette cedere il passo alla Mercedes. Il 2014 era la prima stagione dei motori V6 turbo-ibridi, e la power unit Renault restava nettamente dietro a quella della Mercedes. A fine anno le Frecce d'Argento contavano 16 successi, la Red Bull appena tre: nella classifica costruttori la squadra si fermò al secondo posto con 405 punti, staccata di quasi 300. Né il problema si esaurì in una sola stagione: per anni la scarsa affidabilità della MGU-K pesò sul rapporto con Renault, finché la squadra decise di chiuderlo.

Nel libro Horner racconta un momento a metà del 2014, quando rimase deluso da Newey, che valutava se andarsene. Ha scritto di avergli dato il proprio sostegno e di aver creduto che fosse ricambiato, ma che alla prima avversità Newey voleva abbandonare la nave: una cosa che lo rese molto triste. Ha aggiunto di non poter più contare su di lui e che il loro rapporto era meno solido di quanto pensasse. Horner ha anche detto di essersi sentito colto alla sprovvista dal successivo passaggio di Newey all'Aston Martin.

Il progettista ha detto di non aver ancora letto il libro e si è fermato a questo episodio: «Sul resto non posso davvero commentare, ma Christian e io restiamo amici.» Newey è anche il padrino di Olivia, la figlia di Horner.

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