Lando Norris considera il pilota del 2026 più forte di quello che aveva conquistato il titolo mondiale. Il britannico, reduce dalle pole e dalle vittorie in Ungheria e a Zandvoort, sostiene di avere migliorato sia la prestazione in pista sia il lavoro svolto lontano dai riflettori.
Il riferimento non è soltanto ai risultati. Norris spiega di comprendere meglio le situazioni di gara e il comportamento della vettura, riuscendo a riconoscere e correggere debolezze che nella stagione del titolo rimanevano più difficili da isolare.
A Zandvoort il lavoro notturno dopo la Sprint è diventato decisivo. McLaren ha modificato la configurazione della monoposto e la gestione degli pneumatici, permettendo a Norris di controllare il degrado e costruire la tredicesima vittoria della sua carriera.
Il successo non ha però cancellato il ritardo in classifica. Norris resta a 83 punti dal leader Andrea Kimi Antonelli, un margine che obbliga il campione in carica a trasformare la crescita personale in una serie di risultati quasi perfetta.
La convinzione del britannico nasce quindi da un processo più ampio: maggiore sensibilità tecnica, preparazione più efficace e capacità di adattarsi durante il fine settimana. Le ultime due gare hanno mostrato il potenziale, ma la rincorsa mondiale richiede continuità.




