Alan Permane non ci sta. Il team principal della Racing Bulls ha respinto la lettura di Max Verstappen sul contatto con Liam Lawson nelle Prove Libere 2 del Gran Premio del Messico, riducendo tutto a un episodio «non necessario». Una replica che mette uno di fronte all'altro Red Bull e Racing Bulls, con il futuro del neozelandese sullo sfondo.

L'olandese era andato giù durissimo. Verstappen aveva parlato di un comportamento poco intelligente e aveva lasciato intendere che Lawson, 24 anni, non dovrebbe mettersi contro di lui, vista la sua posizione all'interno della famiglia Red Bull e il momento delicato di un pilota che lotta per restare in Formula 1.

Messo davanti a quelle parole, Permane ha tagliato corto: «Non è così». Poi ha ricostruito la dinamica. All'Autodromo Hermanos Rodriguez, ha spiegato, nel giro di lancio o in quello di raffreddamento è fondamentale percorrere velocemente l'ultimo settore, perché così le gomme arrivano pronte alla curva 1; senza quel passaggio si rischia di bloccare l'anteriore. Entrambi puntavano a farlo e si sono ritrovati a contendersi lo stesso pezzo d'asfalto.

Permane si è detto sicuro che i due piloti abbiano ciascuno la propria opinione, e crede che a mente fredda, con più calma, riconosceranno di aver potuto fare meglio tutti e due. Quanto alle provocazioni, nessun dubbio: «Non credo che qualcuno stia cercando lo scontro con qualcuno». Per lui si è trattato semplicemente di una di quelle cose che capitano.

Quando Permane ha parlato, Verstappen e Lawson erano già stati convocati dai commissari e l'esito non era ancora noto. La decisione è poi arrivata: i commissari hanno penalizzato entrambi i piloti.

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