Bandiera bianconera e niente di più per George Russell. I commissari del Gran Premio degli Stati Uniti hanno chiuso senza ulteriori provvedimenti l'indagine sull'episodio con Charles Leclerc nelle seconde prove libere di venerdì ad Austin. L'investigazione è conclusa e sull'episodio non c'è nessuna decisione ancora in sospeso.

Tutto è successo a curva 18. Leclerc ha provato a passare la Mercedes infilandosi in un piccolo spazio all'esterno, Russell si è spostato a sinistra e la Ferrari, finita sul cordolo, è uscita di pista per poi rientrare davanti. Il contatto è stato evitato per un soffio.

Dalla direzione gara è arrivata per Russell la bandiera bianconera, motivata dall'aver spinto un avversario a lasciare la pista: in una sessione di prove libere è un segnale che si vede di rado. A distanza di qualche minuto la questione è finita sul tavolo dei commissari, che hanno aperto un'indagine formale e l'hanno chiusa in fretta.

Nel verdetto i commissari spiegano di aver esaminato video, team radio e immagini di bordo, e precisano che sia la vettura numero 16 di Leclerc sia la numero 63 di Russell erano nel giro di preparazione. La conclusione: nella manovra non c'era nulla di pericoloso, e nella decisione hanno pesato anche il fatto che si trattasse di una sessione di prove libere.

A commento delle immagini, l'ex pilota di Formula 1 Anthony Davidson ha detto di credere che a fare la differenza sia stata la diversa potenza delle due vetture. Davidson ha aggiunto di non averlo visto come un caso di pilota costretto fuori pista e che di certo non era intenzionale, pur dicendo che gli sarebbe piaciuto rivederlo.

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