Per i commissari la colpa è di tutti e due. Max Verstappen e Liam Lawson hanno ricevuto un arretramento di una posizione sulla griglia di partenza del Gran Premio del Messico, valido qualunque sia il risultato delle qualifiche, e un punto di penalità sulla Superlicenza a testa per il contatto nelle FP2 tra la Red Bull dell'olandese e la Racing Bulls del neozelandese.
Dopo la sessione, prima ancora di conoscere l'esito dell'indagine, Verstappen aveva scaricato la responsabilità su Lawson. Ha detto di non credere che si potesse parlare di sfortuna e che forse quello del pilota della Racing Bulls non era stato un comportamento molto intelligente. Alla fine, ha aggiunto, l'episodio non cambierà il suo weekend, ma al posto di Lawson si comporterebbe in modo un po' più intelligente, soprattutto quando si lotta per il proprio posto. Il verdetto non gli dà ragione.
Entrambi avevano saltato le FP1, lasciando le vetture ai rookie Ayumu Iwasa e Nikola Tsolov. Nelle prime fasi della seconda sessione Verstappen, in giro di preparazione, ha attaccato Lawson all'ingresso della curva 12, mentre il pilota della Racing Bulls era in giro di raffreddamento in vista di un altro tentativo. Lawson ha provato a riprendersi la posizione alla sinistra successiva, nella sezione dello stadio: Verstappen è rimbalzato sul cordolo in uscita ed è rientrato affiancato, con danni al fondo della Red Bull e all'ala anteriore della Racing Bulls.
Per recuperare i detriti è stata esposta la bandiera rossa. Poi tutti e due hanno ripreso il loro programma di lavoro: Verstappen ha chiuso la sessione quinto, Lawson nono.
I commissari hanno ascoltato i due piloti e rivisto video e dati. Nel documento della decisione la condotta di entrambi viene giudicata inaccettabile, soprattutto perché poche ore prima, al meeting dei team manager, era arrivato un richiamo preciso proprio su episodi di questo tipo. Davanti al collegio Verstappen e Lawson hanno ammesso che le loro manovre erano state inutili e maldestre.
La sanzione è piccola, ma il segnale è chiaro. Visti i casi simili già avvenuti in stagione durante le prove libere, i commissari hanno deciso di passare dal warning formale alla penalità in griglia, una linea che il documento definisce coerente con altri contatti tra vetture nelle libere degli anni precedenti.
Anche i team principal delle due squadre non hanno preso bene l'episodio. Laurent Mekies, team principal della Red Bull, ha spiegato che la sessione di Verstappen è stata condizionata dal contatto: la vettura ha riportato diversi danni e il pilota ha dovuto continuare senza che la squadra avesse il tempo di sistemare le parti danneggiate. Mekies non ha voluto dare numeri precisi, ma ha detto che in Red Bull hanno potuto misurare l'entità del danno.
Alan Permane, team principal della Racing Bulls, ha ricordato che i due stavano cercando di percorrere in fretta l'ultimo settore per portare in temperatura gli pneumatici in vista del giro successivo, ma per lui questo non giustifica nulla. Ha riassunto l'episodio con una parola, inutile, specie in una sessione di prove libere, e ha precisato di dirlo a entrambi. Non sapeva che cosa avesse detto Verstappen, ma era sicuro che ognuno dei due avesse la propria opinione: la sua è che non ce n'era bisogno e che tutti e due possono fare di meglio.



