Il giro che poteva valere la pole si è spento a curva 13. Max Verstappen ha chiuso quarto le qualifiche del Gran Premio del Messico dopo un ultimo tentativo interrotto nel tratto dello stadio: prima l'aria sporca raccolta a curva 12, poi la McLaren di Lando Norris sulla destra all'ingresso del tornante. Per l'olandese della Red Bull il rammarico sta tutto lì: «Eravamo sicuramente in lotta per la pole», ha detto.
Fino a quel punto il cronometro gli dava ragione. Dopo i primi tentativi del Q3 all'Autódromo Hermanos Rodríguez Verstappen era secondo, e nell'ultimo giro aveva fatto segnare il miglior primo settore in assoluto, eguagliando poi nel secondo Lewis Hamilton, che alla fine ha conquistato la pole. Al secondo intertempo era avanti di quasi un decimo sul pilota della Ferrari.
Il quattro volte campione del mondo ha ricostruito la sequenza. Arrivando a curva 12, ha spiegato, ha visto una vettura lenta davanti a sé, e lì si perde già tempo per l'aria sporca. Verso il tornante si è poi trovato una vettura lenta che si spostava sulla destra, proprio dove di solito si vuole aprire la curva: è arrivato a curva 13 con una traiettoria un po' diversa e ha perso il riferimento di frenata, perché in quel punto c'era un'auto e non riusciva a vederlo.
Mentre si infilava tra Isack Hadjar e Norris, che aveva cercato di accostarsi sul lato destro, Verstappen ha bloccato le ruote nella stretta sinistra del Foro Sol ed è andato lungo, poi ha abbandonato il giro. Quando in qualifica sei al limite e perdi tutti questi riferimenti, con la macchina che entra con un angolo un po' diverso, finisci per bloccare, ha spiegato, ricordando che quella è una curva difficile da fare bene.
Senza il secondo tentativo è rimasto valido il tempo del primo, che gli è bastato per il quarto posto. In griglia però scivola quinto, dietro a Kimi Antonelli, per la penalità di una posizione rimediata dopo il contatto con Liam Lawson nelle FP2 di venerdì, nello stesso gruppo di curve dello stadio.
Nonostante il giro sfumato, Verstappen ha messo davanti il lato positivo. Pensa, ha spiegato, che per lui la cosa più promettente sia naturalmente il modo in cui sono riusciti a ribaltare la situazione, visto che nelle prove libere non era molto contento. Il grip, ha raccontato, nelle libere era pessimo ed è solo migliorato in qualifica, tanto che non c'era molto di cui lamentarsi.
Dovendo recuperare posizioni, l'olandese mette in conto anche la gestione delle temperature. Sarà tutto caldo, ha spiegato, e alla Red Bull lo sanno, ma probabilmente la questione è come risponderà il motore quando lavora molto in temperatura, una condizione in cui forse la squadra non ha davvero operato molto, anche se secondo lui tutti saranno sulla stessa barca. Qui seguire altre vetture con queste temperature è sempre molto duro, ha aggiunto, ma prima, secondo lui, la squadra deve anche vedere quale sarà il passo della macchina.
Il lungo rettilineo verso curva 1 non gli fa cambiare idea: su questa pista, ha detto, preferirebbe sempre partire dalla pole. Con una buona partenza di solito si può lottare, perché gli avversari possono affiancarti ma non per forza passarti. Alla fine, ha concluso Verstappen, dipende tutto dallo scatto.



