Max Verstappen ha ricevuto una posizione di penalità sulla griglia del Gran Premio del Messico dopo il contatto con Liam Lawson nelle prime fasi delle Prove Libere 2 a Città del Messico. Ma l'olandese non ha aspettato l'esito dell'investigazione per dire come la pensava, e lo ha fatto senza giri di parole.
«Non credo che quanto successo si possa definire sfortuna. Forse non è stato un comportamento molto intelligente quello di Lawson», ha detto Verstappen. Sull'impatto dell'episodio, il pilota della Red Bull ha spiegato che alla fine non cambierà il suo weekend.
Poi la stoccata più pesante, rivolta al sedile che Lawson si sta giocando in Racing Bulls: «Se fossi in lui mi comporterei in modo un po' più intelligente. Soprattutto quando stai lottando per il tuo posto». Una frizione che resta tutta in casa, visto che entrambi i piloti fanno parte della grande famiglia Red Bull.
Nei box l'episodio non è piaciuto a nessuno. Laurent Mekies, team principal della Red Bull, ha spiegato che la sessione di Max è stata condizionata dal contatto con Liam: la macchina ha riportato diversi danni e Verstappen ha dovuto proseguire senza che la squadra avesse il tempo di sistemare i componenti danneggiati. Mekies non ha voluto dare numeri precisi, pur precisando che lui e la sua squadra hanno potuto misurare l'entità del danno.
Ancora più netto Alan Permane, team principal della Racing Bulls, che crede che l'episodio si possa riassumere in una sola parola: inutile, specie in una sessione di prove libere. Permane ha detto che è stato completamente inutile e che lo dice a entrambi i piloti. Ha aggiunto di non sapere che cosa avesse detto Max, ma di essere sicuro che ognuno dei due abbia la propria opinione: la sua è che non ce ne fosse bisogno e che tutti e due possano fare di meglio.



