Il Mondiale gli è arrivato addosso quando era ancora in pista, e Kimi Antonelli ha smesso di vedere bene. Al Gran Premio del Messico il pilota della Mercedes ha chiuso terzo, dietro al vincitore Max Verstappen e alla Ferrari di Lewis Hamilton, e si è laureato campione del mondo di Formula 1 per la prima volta, a 20 anni e 68 giorni. Già un giro prima della fine, però, piangeva e davanti a sé distingueva a stento la Ferrari.

«Ho perso probabilmente due secondi perché stavo già piangendo», ha raccontato l'italiano. Non riusciva a vedere chiaramente davanti a sé, e a quel punto si è detto che era meglio rallentare, perché altrimenti rischiava di fare un incidente. Nella sua mente, ha spiegato, scorrevano i ricordi di tutto il percorso, dal kart fino alla Formula 1, e quando ha tagliato il traguardo ha lasciato uscire tutto, perché stava realizzando uno dei suoi sogni più grandi.

Per conquistare il titolo gli bastava un nono posto. Con questo traguardo Antonelli abbassa di oltre tre anni il primato di Sebastian Vettel come campione più giovane della storia della F1. È anche il terzo italiano a vincere il Mondiale piloti, il primo dopo Alberto Ascari nel 1953.

Il weekend era cominciato in salita. Un virus preso nei giorni seguiti alla vittoria di Austin gli è costato l'esonero dai consueti impegni con la stampa del giovedì. Il venerdì ha comunque guidato in tutte e due le sessioni di libere, cercando però di restare il più possibile defilato per guarire prima. Poi c'era la tensione: Antonelli ha definito il weekend un'agonia e ha scherzato sul fatto di non doversi più toccare per scaramanzia ogni volta che qualcuno gli faceva le congratulazioni.

Sentire continuamente quei complimenti, ha spiegato, gli ha fatto capire quanto fosse vicino al titolo, e crede che questo abbia influito anche sulla qualifica: ad Austin era stato molto più aggressivo e concentrato, in Messico più teso e meno incisivo nella guida. La tensione si è vista anche al via, con un varco lasciato a Verstappen alla prima curva. Giro dopo giro, però, il passo è tornato e con lui la voglia di andare all'attacco. Il margine di strategia che si era guadagnato restando molto a lungo in pista con le soft è svanito con la bandiera rossa, e Antonelli ha allora scelto di prendersi più rischi.

Sul podio Verstappen e Hamilton lo hanno sollevato sulle spalle. Antonelli ha detto che farà incorniciare quella foto e la appenderà al muro di casa, perché ricevere così tanto rispetto da due piloti che hanno fatto la storia di questo sport è qualcosa di incredibile. La commozione è tornata durante la cerimonia, quando è risuonata Nessun dorma: era la canzone che suo nonno ascoltava sempre, e crede che sarebbe stato orgoglioso di lui.

DAL CANALE

Continua l’analisi in video

Ultimo videoNuovoUscito oggi alle 11:11

🏆ANDREA KIMI ANTONELLI CAMPIONE DEL MONDO! HAMILTON E LECLERC... AVETE STUFATO.

Guarda su YouTube Il video si carica da YouTube. Privacy