Una sola sosta e una gestione delle gomme senza sbavature: così Kimi Antonelli vince il Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin e lascia la Ferrari a inseguire. Charles Leclerc chiude secondo a 13.078, Max Verstappen completa il podio a 17.485 e Lewis Hamilton è quarto a 18.515. Per il pilota Mercedes è la nona vittoria stagionale, che però non basta ancora a chiudere matematicamente il Mondiale.
Antonelli è partito dalla pole con le medie, mentre Verstappen e le due Ferrari hanno scelto le soft, usate nel caso di Hamilton. L'olandese, secondo in griglia, è scattato male ed è finito subito nel mirino di Leclerc, che dopo aver passato Isack Hadjar lo ha superato con una manovra decisa nelle Esses. Quel botta e risposta, con più scambi di posizione già nel giro d'apertura, ha dato ad Antonelli lo spazio per allungare oltre i due secondi.
Il cuore della gara è stato il primo stint. Antonelli ha tenuto Verstappen a circa tre secondi trattando con delicatezza le gomme nel terzo settore. Lì il pericolo era surriscaldarle e mandare all'aria il piano a una sosta, ed era la stessa zona che gli aveva dato più problemi già venerdì. La Red Bull ha allora tentato la carta delle due soste, richiamando Verstappen al giro 14 per un secondo treno di soft. La Mercedes non ha seguito la mossa: Antonelli è rimasto in pista fino al giro 25, poi è passato direttamente dalle medie alle dure, senza mai usare le soft. Le Ferrari si sono fermate per montare le medie, con Hamilton in difficoltà di aderenza sulle soft usate.
La strategia di Verstappen si è complicata strada facendo. Dopo il traffico incontrato nel secondo stint, da metà gara sono comparsi problemi al freno motore e ad alcuni sensori, e via radio l'olandese ha segnalato più volte che la sua Red Bull stava diventando sempre più difficile da guidare. Al giro 32 è rientrato per la seconda sosta e ha montato le medie, scivolando quinto a 18 secondi da Antonelli.
Nell'ultimo terzo di gara anche le Ferrari hanno effettuato il secondo cambio gomme e sono passate alle dure, finendo dietro a Verstappen. Davanti a lui c'era Lando Norris, secondo e anche lui su una sola sosta: la lotta tra i due ha permesso a Leclerc di ricucire il distacco con le gomme più fresche, fino a ritrovarsi tutti e tre vicini a dieci giri dalla fine. All'inizio del giro 47 Verstappen ha infilato Norris all'interno della curva 1 e Leclerc lo ha seguito, poi al giro 49 il monegasco ha passato anche l'olandese sul rettilineo opposto e si è preso il secondo posto.
Hamilton ha superato Norris al giro 51 e si è preso il quarto posto. Il pilota della Ferrari aveva sofferto un marcato sottosterzo per buona parte della corsa: dopo la seconda sosta, con più carico all'avantreno, la situazione è migliorata sensibilmente, ma il podio era ormai a una decina di secondi. Norris è quinto davanti a Hadjar, Oscar Piastri, George Russell, Liam Lawson e Pierre Gasly.
La vittoria di Antonelli non è mai stata davvero in pericolo, nemmeno con la Virtual Safety Car arrivata prima dell'ultimo giro per il ritiro della Cadillac di Valtteri Bottas, fermo per un problema al motore. Per la Mercedes il successo porta anche indicazioni incoraggianti sul pacchetto di aggiornamenti arrivato dopo i weekend difficili di Sepang e Singapore. Su un tracciato completo come quello di Austin, la W17 ha mostrato di nuovo le qualità con cui aveva vinto nella prima parte della stagione.
Ora ad Antonelli, 20 anni, mancano appena due punti per diventare il più giovane campione del mondo della storia della Formula 1. Hamilton resta matematicamente in corsa, mentre a Russell l'ottavo posto è bastato per tenere vive le sue speranze teoriche di titolo.



