Bernie Ecclestone prevede che entro due o tre anni Kimi Antonelli diventerà un altro Max Verstappen. Il giudizio, affidato all'intervista concessa a RacingNews365, arriva nel pieno dell'euforia per il titolo conquistato dal pilota Mercedes a Città del Messico: a 20 anni e 68 giorni è il più giovane campione del mondo della F1, ha battuto di ben tre anni il record di Sebastian Vettel ed è il primo italiano a laurearsi campione in 73 anni.
«Penso che diventerà un altro Max», dice Ecclestone, pur precisando di non conoscere Antonelli bene quanto l'olandese. Una volta, racconta, sperava di veder vincere il campionato a due persone: Max e proprio Antonelli. Kimi, sostiene, ha tutto quello che ha Max: vuole vincere e vincerà a qualunque costo, e come lui sale in macchina con un solo pensiero in testa, vincere la gara.
Di campioni, a 95 anni, Ecclestone ne ha visti da vicino più di una generazione: 40 anni al comando della F1, fino all'addio alla carica di amministratore delegato nel 2017. Le qualità che hanno fruttato quattro titoli mondiali a Verstappen, oggi le riconosce in Antonelli.
Le differenze, semmai, passano dai padri. Secondo Ecclestone, Jos Verstappen era un po' severo con il figlio, ma lo spingeva a svegliarsi e a darsi da fare, mentre il papà di Kimi sembra l'opposto: lo capisce e cerca di tenerlo un po' calmo. Il metodo di Jos è noto: allenamenti estenuanti già nell'infanzia di Max, compresi i giri in kart con le slick al gelo o sul bagnato, per affinarne il controllo della macchina. In casa Antonelli la strada è stata diversa: la gestione della carriera è rimasta in gran parte al programma giovani della Mercedes, mentre Marco, negli anni giovanili di Kimi, ha fatto leva sulla sua squadra, la AKM Motorsport.
Da qui la ricetta dell'ex patron: ad Antonelli servono ancora «alcuni momenti difficili» per smussarsi un po', dopodiché, avverte, bisognerà fare attenzione. La cosa migliore, a suo avviso, è riproporre buona parte di ciò che Jos ha fatto con Max e far capire ad Antonelli che la vita non è così semplice. Bisogna accettare il brutto insieme al buono e fare in modo che il brutto non si ripeta.
Anche l'età gioca la sua parte. Antonelli, osserva Ecclestone, ha appena smesso di essere un teenager, quindi gli servirà un po' più di tempo per crescere in ciò che è appena diventato, un campione del mondo. Ma «non abbiamo ancora visto il meglio di lui, e di parecchio», e pensa che ci sarà da restare sorpresi da quanto sarà forte. Per un pilota così giovane, conclude, la prospettiva è questa: Antonelli potrebbe battere facilmente tutti i record.



