Stesso box, due diagnosi diverse. Dopo le qualifiche del Gran Premio degli Stati Uniti, chiuse con Charles Leclerc quarto e Lewis Hamilton quinto, i due piloti Ferrari hanno dato letture diverse della Q3. Leclerc ha spiegato la frenata con le gomme fuori dalla finestra di utilizzo. Hamilton ha escluso qualsiasi problema di pneumatici e ha puntato il dito sulla power unit.
Il britannico ha raccontato di aver fatto un ottimo giro di uscita, senza alcun problema: la macchina era buona, il giro pulito, semplicemente gli altri erano più veloci. Secondo Hamilton la Ferrari perde soprattutto sul fronte della power unit. In curva la SF-26 resta molto competitiva, almeno al livello delle rivali e forse anche leggermente migliore, ma sui rettilinei il distacco dai migliori può arrivare a tre o quattro decimi.
Hamilton ha chiamato in causa anche la telemetria: verso curva 1, ha spiegato, la velocità della Ferrari comincia a calare mentre quella degli avversari continua a crescere. È difficile competere così, ha ammesso, aggiungendo di credere che con la stessa potenza la Ferrari sarebbe in lotta per la prima fila. Nel frattempo, a suo dire, Mercedes e Red Bull hanno recuperato terreno sul telaio: per Hamilton gli aggiornamenti hanno portato alla Mercedes almeno tre decimi, e lui crede che la squadra stia cominciando a capire come sfruttarli. Ora, ha spiegato, le rivali riescono a eguagliare la Ferrari in curva, mentre la sua squadra non è riuscita a recuperare la velocità che le manca sui rettilinei.
Le premesse erano altre. Dopo le prove libere la Ferrari era considerata tra le candidate alla prima fila e in Q2 Leclerc aveva chiuso al comando con 1:34.198, un tempo che ripetuto in Q3 gli avrebbe dato la seconda posizione in griglia. Nel primo tentativo della Q3 con le soft, invece, Leclerc non è riuscito a replicarlo e Hamilton è rimasto sesto. Nell'ultimo giro le condizioni sono peggiorate per il vento, eppure entrambe le Ferrari hanno migliorato: Leclerc di circa un decimo, restando quarto, Hamilton scavalcando Russell per il quinto posto. La pole è andata ad Antonelli, mentre la prima fila conquistata da Verstappen è sfuggita a Leclerc per 53 millesimi.
Leclerc ha definito la giornata molto deludente, aggiungendo di credere che il potenziale ci fosse. Il monegasco ha spiegato che in Q3 la Ferrari non era nella finestra corretta delle gomme e che uno o due gradi in meno sono bastati per fare un'enorme differenza: già nel giro di uscita scivolava parecchio. Per qualche motivo, ha aggiunto, con questa macchina è molto difficile generare temperatura, un aspetto positivo la domenica ma che complica le qualifiche quando la pista si raffredda.
Il team principal Frédéric Vasseur ha parlato di sensazioni contrastanti: secondo lui fino all'ultima curva della Q3 la Ferrari era in lotta per la pole, ma i valori sono così ravvicinati che un paio di centesimi possono far passare dalla seconda alla sesta posizione.
Il risultato è una Ferrari in seconda e terza fila, con Leclerc davanti a Hamilton. Il britannico resta realista: partire quarti e quinti ad Austin, dove sorpassare è molto difficile, non aiuta. Forse con la strategia si può recuperare qualche posizione, ha detto, e con una buona partenza verso curva 1 ci saranno delle opportunità.



