Honda ha già un piano per risalire. Nel 2027 la power unit destinata ad Aston Martin riceverà due step evolutivi: il primo alla gara inaugurale di Melbourne, il secondo, più importante, a metà stagione, intorno all'ottava gara. A spiegarlo è Shintaro Orihara, capo ingegnere del progetto.

Orihara non nasconde i limiti del primo passo. L'obiettivo, ha detto, è introdurre alcuni miglioramenti già per la prima gara, ma ha ammesso che anche allora non saranno ancora al livello dei team di vertice. Servirà quindi un altro passo avanti: come aveva indicato Adrian Newey, il traguardo è un ulteriore grande aggiornamento a metà stagione, diciamo intorno all'ottava gara, secondo una tabella di marcia su cui Honda sta lavorando. Senza cambiamenti al calendario, l'ottavo appuntamento del 2027 sarà il Gran Premio di Monaco, dal 4 al 6 giugno.

Il fronte principale è il motore termico. Orihara è stato diretto: «il nostro punto debole è la combustione». Dal 2027 la ripartizione della potenza delle power unit non sarà più al 50%, con il propulsore termico destinato a contare di più anno dopo anno. Per questo, ha spiegato Orihara, Honda sta lavorando duramente per migliorarlo, soprattutto in vista della prossima stagione, quando le prestazioni del motore saranno più importanti rispetto a quest'anno. L'idea è ricavare più potenza dal termico e dipendere meno dalla batteria.

Dietro i due step ci sarebbe il meccanismo ADUO, attraverso il quale la casa giapponese dovrebbe ottenere per il 2027 due aggiornamenti con cui tentare di ridurre il distacco dagli altri costruttori. Il punto di partenza è complicato: partner motorista di Aston Martin dal 2026, la casa giapponese ha la power unit meno prestazionale del lotto, alle prese con mancanza di potenza, forti vibrazioni, turbo lag e problemi di guidabilità.

Qualche segnale positivo, intanto, è arrivato ad Austin. Dopo Singapore Honda ha aggiornato alcune strategie di controllo per ridurre il turbo lag, il problema che ha tormentato Alonso e Stroll per tutta la stagione: dopo alcune regolazioni nelle prove libere, la squadra ha verificato in gara che tutto funzionasse come previsto. Orihara lo ha definito un piccolo aspetto positivo del fine settimana, insieme alle impostazioni ottimizzate della gestione dell'energia, anch'esse confermate in gara.

La gara di Aston Martin, però, si è fermata presto: al primo giro, in curva 11, Alonso è stato colpito dalla Williams di Alexander Albon, con danni a una parte dei bargeboard e al fondo. Orihara ha riconosciuto che i danni subiti nel primo giro hanno impedito di raggiungere gli obiettivi, ma per la power unit è stato un fine settimana senza particolari problemi, con sessioni regolari e una buona quantità di giri. Il 2026 resta in salita, e la vera risposta Honda è attesa nel 2027.

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