George Russell non cerca scuse. Nel Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin il pilota della Mercedes, settimo in qualifica, ha chiuso ottavo a 54 secondi dal compagno di squadra Kimi Antonelli, che ha vinto la gara. Il suo bilancio è secco: «6 giri buoni e 50 pessimi».
Il britannico ha raccontato che il ritmo non era buono già nel primo stint e che, uscito dai box con le gomme dure, probabilmente ha girato per sei giri sullo stesso passo di Kimi. Poi è finito dietro la McLaren di Oscar Piastri e non è più riuscito a superarla. Adesso vuole capire perché il primo stint sia andato così male.
Sulla sua gara ha pesato anche una penalità di 5 secondi per aver lasciato la pista e guadagnato un vantaggio nel duello con Piastri al primo giro, che lo ha fatto scivolare dietro l'australiano. Per Russell quella sanzione è stata un po' ridicola, eppure, in un fine settimana tanto negativo, è stata l'ultima delle sue preoccupazioni.
Il pilota della Mercedes ha ammesso di non avere risposte in questo momento e di aver bisogno di 24 ore per ragionare a mente lucida. La sua lettura è che la finestra di funzionamento della macchina sia molto stretta: in questo weekend le due Mercedes erano entrambe davanti in Q2, poi lui è sparito in Q3 e in gara, mentre Antonelli è stato eccezionalmente competitivo. Ha detto di sperare che sia questa la spiegazione, ma che deve scavare a fondo con la squadra, perché è difficile capire quando si è così lontani.
L'ottavo posto era esattamente il risultato minimo che serviva a Russell per portare la sfida fino al Messico. Il distacco da Antonelli è ora di 123 punti, e in Messico al compagno basta il nono posto per il titolo.
Alle spalle di Antonelli, intanto, la classifica si è compattata: Russell è secondo con un solo punto su Lewis Hamilton, con Max Verstappen a 6 e Charles Leclerc a 9. A lui però il secondo posto non interessa. Ha spiegato che la cosa principale è vincere il titolo Costruttori, il nono per la Mercedes: gli piacerebbe chiudere come il migliore degli altri, ma secondo, terzo o quinto non significa essere campione, e quindi non significa nulla.



