Carlos Sainz frena l'ottimismo sul finale di stagione in Medio Oriente. FIA e F1 confermano Qatar e Abu Dhabi, due gare in programma una dopo l'altra tra la fine di novembre e il primo weekend di dicembre. Nella conferenza stampa del giovedì del Gran Premio degli Stati Uniti, ad Austin, il pilota della Williams ha però chiesto cautela: «Credo sia relativamente prematuro essere così convinti».

Sainz, che è anche direttore della GPDA, ha precisato di parlare a titolo personale e non a nome dell'associazione dei piloti. Ha spiegato che i vertici sembrano molto convinti che si correrà, ma che per lui adesso è molto difficile esserlo, perché in Medio Oriente stanno ancora succedendo molte cose. Ha ricordato anche le elezioni negli Stati Uniti e gli sviluppi politici nel mondo, che potrebbero condizionare molto all'improvviso il prossimo mese e mezzo.

Le sue parole arrivano dopo le rassicurazioni del presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem. Il conflitto che vede da una parte gli Stati Uniti e Israele e dall'altra l'Iran resta senza soluzione, e sull'Arabia Saudita sono arrivati nuovi attacchi dei ribelli Houthi. Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti sono fissate per il 3 novembre. La F1 sta lavorando a un piano alternativo, con un finale a Imola nel weekend previsto per Abu Dhabi, ma da ogni segnale dei vertici del campionato emerge che ci tengono molto ad andare avanti con la doppia trasferta, sulla base delle informazioni e delle garanzie ricevute finora.

Sainz non chiede di cancellare le due gare. Allo stato attuale si andrebbe in Qatar e ad Abu Dhabi, ha detto, e se FIA e F1 stabiliranno che lo scenario è ancora sicuro, crede che loro, come piloti, debbano adeguarsi a quello che verrà deciso: hanno meno informazioni dei vertici e devono fidarsi delle loro valutazioni. Ha aggiunto però che il mondo può cambiare molto nel prossimo mese e mezzo: per lui i piloti devono essere pronti a reagire a qualunque cosa succeda, senza partire solo perché adesso vogliono andare.

Finora i piloti si erano per lo più limitati a dire che la decisione spetta a FIA e F1. Anche Max Verstappen, che a fine settembre in un'intervista a Viaplay aveva detto che non si dovrebbe correre in quella zona, aveva poi chiarito di avere fiducia nella scelta giusta di F1 e FIA. Ad Austin, Sainz è stato il più esplicito.

Qualche ora dopo la Williams ha diffuso una nuova dichiarazione del pilota spagnolo. Sainz ha spiegato di voler chiarire le sue parole sul finale di stagione in Medio Oriente, viste alcune ricostruzioni apparse sulla stampa. Ha detto di sapere che FIA e F1 metteranno la sicurezza al primo posto e di fidarsi completamente di loro per la decisione giusta, e ha chiuso dicendo che lui e la squadra non vedono l'ora di correre in Qatar e ad Abu Dhabi.

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