Toto Wolff ha aspettato la fine della conferenza stampa dopo la gara in Messico per togliersi un sassolino. Con il Mondiale 2026 conquistato da Kimi Antonelli, per il team principal Mercedes si chiude un'epoca: «Quel modello di pilota è morto». È quello, ha spiegato, del pilota che vuole vincere a tutti i costi: egoista, opportunista, spietato per il proprio tornaconto.
La scommessa su Antonelli porta la firma di Wolff. Quando Lewis Hamilton ha deciso di trasferirsi dalla Mercedes alla Ferrari, l'austriaco ha individuato fin dall'inizio nel giovane bolognese il suo erede. In molti, allora, lo avevano preso per pazzo: con il titolo, lui e Antonelli hanno messo a tacere tutti i critici.
Al posto del vecchio modello, secondo Wolff, adesso c'è un campione di 20 anni che incarna umiltà, integrità, lealtà, rispetto e l'essere se stesso. Un esempio, ha detto, per i giovani delle formule minori, ma anche per quei pochi presuntuosi della F1: chi si lamenta incessantemente via radio, chi protesta e chi va a sbattere. Il suo messaggio per loro è di guardare questo ragazzo di 20 anni e pensare a cosa possono fare per migliorare.
Nomi non ne ha fatti. Ma in un weekend con tanta tensione in pista e via radio, anche in casa Ferrari, qualcuno nel paddock avrà sentito fischiare le orecchie.
Poi Wolff ha parlato del futuro. Piloti come Antonelli, ha detto, sono quelli che la FIA, il presidente Mohammed Ben Sulayem, Stefano Domenicali e lui stesso vorrebbero vedere in futuro. Questa, per il team principal, è la F1 moderna, e Antonelli la rappresenta proprio per quei valori, non solo per il talento.
Il talento, ha aggiunto, arriva, ma ce l'hanno tutti: bisogna essere anche una brava persona. Ed è questa la differenza che Wolff vede nel suo campione, che ha dimostrato che «si può battere chiunque essendo una brava persona».



