Kimi Antonelli si è preso la pole del Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin con 1:34.035, 0.179 secondi davanti a Max Verstappen, e ha lasciato senza spiegazioni perfino il suo team principal. È la settima pole stagionale per il pilota italiano della Mercedes, la prima dal Gran Premio del Belgio. Toto Wolff non ha nascosto lo stupore: «Kimi ha tirato fuori un giro miracoloso e faccio fatica a capire da dove arrivi».
Il giro decisivo è arrivato in Q3, dopo che Lando Norris e Charles Leclerc avevano chiuso davanti a tutti rispettivamente la Q1 e la Q2. Verstappen non ha trovato il modo di migliorarsi, e così è rimasto senza conseguenze il piccolo errore che aveva impedito ad Antonelli di completare un secondo tentativo. Dietro l'olandese si è piazzato Isack Hadjar con l'altra Red Bull, poi le Ferrari di Leclerc e Lewis Hamilton.
Wolff ha raccontato un retroscena del box. Prima della qualifica un ospite gli aveva chiesto cosa si aspettasse, e lui aveva risposto tra il terzo e il quinto posto. Adesso, ha scherzato, quel tizio lo considera «totalmente incompetente». Per il team principal la pole resta ancora un po' una sorpresa: un giro che, ha ammesso, né lui né i suoi avevano visto arrivare e che, a suo dire, non sono in tanti a saper fare.
Wolff si è soffermato anche sullo stile del suo pilota. Secondo lui Antonelli spinge così tanto sui limiti da entrare quasi in una sorta di pilota automatico, concentrato su quanto riesce a estrarre dalla macchina, fino a scivolare oltre quei limiti. Ha raccontato di scherzare con il padre di Kimi durante le gare, chiedendosi come sia possibile: anche per il padre, ha riferito, è qualcosa che va oltre la comprensione. Ma, ha aggiunto, preferisce rallentare un cavallo da corsa piuttosto che provare ad accelerare un asino.
Il rovescio della medaglia si chiama George Russell, che con la stessa macchina ha perso oltre quattro decimi dal compagno. Wolff ha spiegato che il giro di George è quello che lui e la squadra si aspettavano dalla vettura, e che non è del tutto soddisfatto dell'assetto e degli aggiornamenti. Il pacchetto di aggiornamenti portato in Malesia, due gare fa, non aveva reso come previsto, e per Wolff la finestra di funzionamento della W17 è ancora troppo piccola: Russell, pilota veloce, non l'ha trovata. La macchina ora è troppo sensibile e, ha detto, lui e i suoi hanno bisogno di svilupparne una più tranquilla; la velocità però secondo lui ce l'ha dentro, e devono solo capire perché.
La pole è anche il primo successo in qualifica della Mercedes da quando ha introdotto quel pacchetto di aggiornamenti. Sul passo gara però Wolff resta prudente: la Mercedes probabilmente non è forte come le Ferrari e Verstappen, quindi si vedrà come partirà Kimi e se riuscirà a restare davanti. Il team principal ha ricordato che lui e la squadra devono portare avanti anche Russell e fare punti per il Mondiale costruttori: in gara, ha detto, contano molto entrambi i piloti.
In palio c'è il titolo piloti. Antonelli, 20 anni, può diventare campione già ad Austin se vince, con Hamilton quinto o più indietro e Russell nono o oltre: sarebbe il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1. Per Wolff, però, che il titolo arrivi qui, in Messico o in Brasile per la Mercedes è uguale.



